Categoria: Formazione e supporto
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L’art. 183 del D.Lgs. 50/2016 corrisponde sostanzialmente all’art. 153 del vecchio codice. Si tratta della c.d. «finanza di progetto», attivabile anche su iniziativa del privato.

Il contratto è comunque sempre di concessione. Il contratto non cambia, cioè, a seconda del tipo di procedura con cui ci si arriva.

Da notare, per il supporto all’Amministrazione, la previsione esplicita recata dall’ultimo periodo del comma 2: «Gli oneri connessi all’affidamento di attività a soggetti esterni possono essere ricompresi nel quadro economico dell’opera».

I soggetti esterni vanno scelti secondo come si affida oggi un servizio (ad affidamento diretto, se il valore della prestazione è inferiore ad EUR 40.000; con procedura negoziata previa "pubblicizzata" indagine di mercato, se il valore è pari ad EUR 40.000 o superiore).

Ieri, come oggi, è tuttavia possibile accollare i costi al concessionario finale a c.d. “buon esito”.

 

La prestazione di cui si tratta non è acquisibile ai sensi della L. 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 450, in quanto l'Ente pubblico di cui si tratta ha sì l’obbligo preliminare di far riferimento al MEPA o al sistema telematico messo a disposizione dalla centrale regionale di riferimento, ma solo se la prestazione di cui si ha specificamente bisogno è ivi effettivamente acquisibile. Si tratta inoltre di prestazione non standardizzata, di contenuto specialistico, legata a specifico curriculum dell’operatore economico, offerta sul libero mercato. Si tratta di uno dei casi eccezionali in cui, a prescindere dall’utilizzo formale della piattaforma telematica, la scelta dell’operatore economico avviene comunque «mediante affidamento diretto anche senza previa consultazione di due o più operatori economici» in quanto è quello l’operatore economico che discrezionalmente ma motivatamente si vuole per una specifica esigenza di assistenza.

 

 

 

 

 

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