Categoria: Tematiche generali
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Vedi principi consolidati. Rimane aperta la questione dell’irrilevanza del preavviso di DURC negativo, in quanto la stazione appaltante può verificare solo on line la regolarità contributiva dell’operatore economico.

Si riscontra che, «per consolidata giurisprudenza:

a) ai sensi dell'art. 80 comma 4 D.Lgs. 50 del 18 aprile 2016, la nozione di « violazione grave » degli obblighi previdenziali, che comporta l'esclusione delle imprese concorrenti a procedure di gara per l'aggiudicazione di appalti con la pubblica amministrazione, non è rimessa alla valutazione caso per caso della stazione appaltante, ma si desume dalla disciplina previdenziale, e in particolare dalla disciplina del documento unico di regolarità contributiva (D.U.R.C.); ne consegue che la verifica della regolarità contributiva delle imprese partecipanti a procedure di gara per l'aggiudicazione di appalti con la pubblica amministrazione è demandata agli istituti di previdenza, le cui certificazioni (D.U.R.C.) si impongono alle stazioni appaltanti, che non possono sindacarne il contenuto (ex plurimis Tar Sardegna, n.3331/2018);

b) come già affermato dalla Sezione con sentenza n.6144/2018 “in applicazione del principio della par condicio e considerato che la regolarità contributiva deve sussistere dalla presentazione dell'offerta e deve permanere per tutta la durata della procedura di aggiudicazione e del rapporto con la stazione appaltante, restando irrilevante un eventuale adempimento tardivo dell'obbligazione contributiva, l'istituto dell'invito alla regolarizzazione (il c.d. preavviso di DURC negativo), può operare solo nei rapporti tra impresa ed Ente previdenziale, ossia con riferimento al DURC chiesto dall'impresa e non anche al DURC richiesto dalla stazione appaltante per la verifica della veridicità dell'autodichiarazione" (cfr., ex multis, Cons. Stato, Sez. VI, 15 settembre 2017, n. 4349)”.

c) in materia di controversie aventi a oggetto l'affidamento di pubblici lavori, servizi e forniture, rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo la definizione dell'accertamento inerente alla regolarità del Durc, quale atto interno della fase procedimentale di verifica dei requisiti di ammissione dichiarati dal partecipante a una gara, seppure trattasi di accertamento in via incidentale, e cioè privo di efficacia di giudicato nel rapporto previdenziale; non si pone tanto un problema di espressa impugnazione del Durc, quanto piuttosto di accertamento della regolarità del Durc da parte del giudice amministrativo (con correlato onere di contestazione del medesimo) ai fini dello svolgimento del procedimento di gara, rispetto al quale la regolarità della posizione contributiva costituisce requisito di partecipazione ( ex plurimis CS, sez.V, n.3385/2018);

il Collegio sottolinea che il concetto di violazione degli obblighi previdenziali non può essere limitato unicamente al mancato versamento dei contributi previdenziali regolarmente accertati e quantificati, bensì include anche l'omissione delle prescritte denunce obbligatorie da parte del datore di lavoro, (CS, n.3385/2018), atteso che, come correttamente rilevato (…), solamente con la presentazione di una denuncia corretta e completa l’Ente previdenziale è messo in condizione di controllare e quantificare i contributi dovuti, con la conseguenza che la mancata presentazione della denuncia precludendo all’ente previdenziale di effettuare tali riscontri, viene a pregiudicare a monte il corretto svolgimento di tale compito.

Tale conclusione risulta altresì avvalorata dal granitico indirizzo della Cassazione secondo cui in tema di obblighi contributivi verso le gestioni previdenziali e assistenziali, l'omessa o infedele denuncia mensile all'INPS attraverso i modelli DM10, circa i rapporti di lavoro e le retribuzioni erogate, integra un'"evasione contributiva" ex art. 116, comma 8, lett. b), della legge n. 388 del 2000, e non la meno grave "omissione contributiva" di cui alla lettera a) della medesima norma (ex plurimis Cass. Civ., Sez. Lavoro n.17119/2015)» (T.A.R. Lazio, Roma, III-quater, 28 novembre 2018, n. 11525).

 

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