Categoria: Tematiche generali
Visite: 126
Stampa

«Si ricorda che il rating di legalità può essere richiesto dalle imprese operanti in Italia, iscritte al registro delle imprese da almeno due anni e con un fatturato minimo pari ad almeno due milioni di euro.

A meno che la stazione appaltante non sappia già, nella predisposizione del bando di gara o della lettera di invito, che alla procedura potranno partecipare solo imprese potenzialmente idonee ad avere il rating, è opportuno che, per il suo utilizzo, vengano introdotte compensazioni per evitare di penalizzare imprese estere e/o di nuova costituzione e/o carenti del previsto fatturato, consentendo a tali imprese di comprovare altrimenti la sussistenza delle condizioni o l’impiego delle misure previste per l’attribuzione del rating» (aggiornate linee guida dell’ANAC, n. 2). 

1. Che la stazione appaltante debba già sapere che alla procedura parteciperanno solo imprese in possesso del rating, ciò si pone in violazione dei principi di trasparenza e di anticorruzione di una gara d’appalto.

2. L’ordinamento del codice dei contratti non prevede che il possesso del rating possa essere dimostrato secondo il principio di equivalenza.

3. Dato e non concesso che il rating possa essere previsto come criterio di valutazione dell’offerta tecnico-qualitativa, ciò si tradurrebbe a posteriori in uno sbarramento irragionevole alla partecipazione degli operatori economici, venendo a sussistere la necessità di possedere un minimo di fatturato, peraltro elevato.

 

Share su Twitter